Flavio Lo Vaglio, presidente ed allenatore di Unicalcio, è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco l’intervista completa.


Che calcio vede dopo il Corona Virus?

“L’intero mondo del calcio ha l’opportunità di trarre un insegnamento da questa orrenda pandemia. Quello che immediatamente si è palesato con la sospensione dei campionati è che tutto il sistema, professionistico e non, si regge su equilibri molto instabili. Corre l’obbligo di fare una premessa, o meglio una breve analisi, prima di dare una risposta. Il calcio professionistico, in questa situazione calamitosa, ha immediatamente mostrato il divario abissale che vi è tra le categorie dei propri campionati e all’interno delle stesse, dove sono emerse discrepanze enormi tra club e club… e non mi riferisco purtroppo a divari sportivi. La Serie A, composta da società che potremmo definire business media company, ha ricevuto un forte scossone economico per la mancanza di investimenti differenziati. Management poco lungimiranti hanno preferito optare in questi anni per una finanza legata per lo più ai diritti televisivi e produrranno (credo che lo si vedrà in modo più evidente tra qualche mese) strascichi sull’intero equilibrio delle stesse. La mancanza di professionisti capaci di leggere il “sistema calcio” a 360 gradi, attenti cioè sia alla parte economica che a quella sportiva di una società, è emersa negli organigrammi dei top club che hanno investito la maggior parte delle risorse umane ed economiche seguendo la scia di un mercato potenzialmente prossimo alla saturazione. In sostanza, tranne alcuni casi, non vi sono state differenziazioni nelle scelte di investimento e l’impossibilità di prevedere una pandemia che ha bloccato il mondo intero, ha ferito le squadre che non sono capaci o attrezzate per diversificare il business. Paradossalmente, anche se i danni sono proporzionali ai campionati nei quali i Club sono iscritti, la Serie B secondo me potrebbe avere meno difficoltà a ripartire. Lo dico un po’ in controtendenza a quello che si afferma ma ritengo che non avendo da sempre grandi introiti a livello mediatico, molte società si sono barcamenate in questi anni già in diverse problematiche economiche e quindi, in parte, sono attrezzate alla ‘sopravvivenza’. Ne intravedo di più una possibilità di risalita perché ritengo che se arrivassero sostegni economici adeguati dal Governo, si produrrebbero benefici insperati fino a pochi mesi fa per questo campionato. Rivolgendo lo sguardo alla Lega Pro, si palesa il vero dramma. Un disastro evidente, soprattutto per molti calciatori. Basti pensare che tantissimi giovani che militano nelle squadre di questo campionato non hanno compensi importanti e talvolta, per realizzare il sogno di salire di categoria, si spostano molto lontano dalla loro terra di origine, ricevendo dai club appena il necessario per sopravvivere. Quindi da queste 3 immagini ben differenti, per quanto attiene il professionismo, si deve produrre una riflessione per risanare l’intero settore post coronavirus. Capitolo enorme e completamente a parte è la situazione dei Dilettanti, dei settori giovanili e di tutti quei campionati ‘minori’ che abbracciano il mondo del calcio, incluso quindi il calcio a 5, ecc., che necessitavano di grandissime modifiche già prima dell’avvento della pandemia. Il calcio femminile, inoltre, pur avendo ancora meno séguito di quello maschile, meriterebbe una maggiore attenzione. Un’attenta analisi da parte dei vertici del calcio verso questa ormai comprovata escalation d’interesse nei confronti delle squadre in rosa, servirebbe a mettere sotto la giusta luce questo bellissimo movimento che tanto interesse ha suscitato anche grazie all’ultimo mondiale; ciò permetterebbe di recuperare risorse economiche ed umane, preziose. Io, una mia idea su come rimettere in sesto la base del calcio ce l’ho. Ritengo che il professionismo, senza dilettantismo, sia zoppo. Vi è un divario di intenti tra questi differenti segmenti che rende l’intero “sistema calcio” fragile. La mia ricetta sta proprio in un nuovo progetto che pone una revisione completa degli equilibri tra professionismo, dilettantismo e i relativi settori giovanili”.

Da dove dovrebbero ripartire i club professionistici per costruire un futuro solido?

“Nessuno ha questa risposta perché il futuro, oggi più che mai, è incerto per chiunque. Però sappiamo cosa non si dovrà fare. Ragionando sugli errori sin qui fatti, si potrà ricostruire qualcosa di nuovo, diverso, funzionale e funzionante. Il ‘sistema calcio’ non è in crisi (solo) per la pandemia. Questo periodo buio ha mostrato le debolezze che erano tali al di là dei problemi derivanti dal lockdown e dalle regole stringenti che hanno paralizzato il mondo intero. Il Covid-19, proponendo un paragone attualizzato al tragico momento che stiamo vivendo, potrebbe lasciare degli strascichi importanti nei pazienti guariti ma anche al sistema calcio che di riflesso ne potrebbe rimanere ferito anche dopo l’apparente ripresa della normalità. A dirla tutta, è proprio quella ‘normalità’ del pre-virus che mi spaventa. Ripartire per costruire un futuro solido, vuol dire pensare tutto in chiave totalmente differente da come si è fatto finora. La solidità di un’azienda è tale quando la stessa ha capacità progettuale e sa vedersi proiettata in un futuro a medio e lungo termine ma con la coscienza di ciò che vive nel presente. Sono cambiate le generazioni. Siamo tutti cambiati ed è impensabile che si utilizzino, ad esempio, gli stessi metodi di gestione delle scuole calcio, dei settori giovanili, ecc. I giovani di adesso, com’è normale che sia, sono totalmente differenti da quelli di 30 anni fa. Rispetto però ai cambi generazionali del passato, l’evoluzione dei comportamenti, il cambiamento sociale, i metodi e la velocità della comunicazione, mutano continuamente e profondamente le nuove generazioni, con una rapidità incredibile. Non importa, quindi, quanto e cosa siano pronte a fare le società per adeguarsi alla velocità dei giorni nostri, ma come lo faranno. Il VE (Valore Economico) di un’azienda si palesa, ad esempio, anche attraverso il numero di follower che essa possiede. I tifosi sono veri e propri stakeholders e shareholders, sempre più emotivamente coinvolti anche per aspetti meno ‘sportivi’ riguardanti il club seguito. Un esempio su tutti, riportato da un interessante articolo letto qualche tempo fa, commentava più o meno così: ‘L’Atalanta, nonostante i propri evidenti ed importanti successi, non ha avuto la capacità di incrementare il numero dei propri tifosi’. Cito invece un esempio (funzionale) di progettualità economico-sportiva: l’operazione Franck Ribéry della Fiorentina. Al di là del valore sportivo del calciatore, il suo arrivo portò un aumento di più del 20% degli abbonamenti. Tralascio ogni disamina tecnico-calcistica del caso per evidenziare esclusivamente che le operazioni vincenti di management che le aziende calcio promuovono, devono essere progettate da professionisti capaci di leggere oltre gli schemi, aperti ad ogni confronto oltre confine, consci del periodo storico in cui operano, ecc. Dove si trovano tali professionisti? Esistono figure capaci di creare un futuro solido per un club professionistico? Secondo me sì. Vanno però cercate nei giusti contenitori e le società devono avere il coraggio di rivolgersi anche alle nuove generazioni”.

La figura del club manager sta prendendo sempre più piede, dalla A alla C. In cosa può ampliarsi ancora?

“Il Club Manager, così com’è concepito in Italia, è una figura spesso e volentieri a cui vengono affidate mansioni e compiti non propriamente adeguati a tale incarico.C’è chi lo vede più come una sorta di ‘Ambassador Manager’, chi lo ritiene un’evoluzione del ‘Team Manager’ e chi lo vuole quale tramite tra la proprietà (o il DG) e i DS. Da un mio studio risulta che il Club Manager, figura tipicamente anglosassone, (in Italia) è presente solo in pochi organigrammi della Serie A e, in ognuno di questi, ha mansioni differenti. Qualcuno potrebbe pensare che ciò sia imputabile al fatto che non esiste un corso certificato, come ad esempio quello per i DS dove il Settore Tecnico offre una formazione e il riconoscimento giuridico di tale figura, delineandone i compiti in modo specifico. Anche se è auspicabile che la FIGC prenda in esame la possibilità di creare un percorso formativo per il Club Manager, bisogna dire che non sempre possedere un riconoscimento giuridico costringe le società ad utilizzare i professionisti assunti, in modo coerente con i loro studi. Ad esempio, un DS oggi opera, di norma, presso un Club in base alle direttive che vengono impartite dalle indicazioni della proprietà. Così, accade che uno stesso Direttore Sportivo che passi da un club ad un altro, sia costretto ad operare in un modo in una società e in altro presso un’altra, inteso anche con poteri differenti. Quindi, un percorso formativo è auspicabile, ma lo sarebbe anche un più rigido rispetto dei compiti per i quali vengono assunti tali professionisti. D’altronde, azzardando un paragone, se un’azienda ospedaliera assume un cardiologo, è auspicabile che non venga mandato a dirigere il reparto di ortopedia. Il rispetto del ruolo dovrebbe nascere, a mio avviso, dalla scelta della proprietà di affidarsi ad un determinato professionista che è preparato in quell’ambito. Tornando al Club Manager, a mio avviso non può essere inquadrato a seconda dei bisogni di un Club per “tappare” determinati buchi organizzativi ma, al contrario, dovrebbe essere assunto per strutturare una rete funzionale di relazioni interne – per e tra la parte tecnica e quella manageriale – ed esterne, in simbiosi con il marketing manager per le scelte sulle strategie operative più complesse. La mia tesi di laurea fu proprio incentrata su questa figura che ad oggi, come detto, non trova un corretto collocamento all’interno delle società di calcio. Per questo, ho sviluppato e sostenuto una rivisitazione del Club Manager, onorata dalla valutazione che il relatore ha voluto esprimere pubblicamente in sede d’esame, definendola una pietra miliare nel mondo del calcio. Infine, consiglio vivamente l’inserimento di tale figura in ogni società professionistica, o dilettantistica di Serie D se prossima al passaggio alla categoria superiore. Il Club Manager va cercato non tra gli ex calciatori dello stesso club, loro vecchie bandiere e glorie sportive perché non è il senso di appartenenza il primo requisito di un manager, ma tra coloro che abbiano un’importante preparazione tecnico-sportiva e manageriale di comprovato spessore”.

In cosa si dovrebbe riflettere ulteriormente per dare centralità a tale figura?

“La centralità del Club Manager è automatica se lo si intende come lo intendo io. Non può essere altrimenti. Un professionista che sa guardare dentro l’azienda e ne sa cogliere tutti gli aspetti, propositivo e con una discreta autonomia operativa, totalmente consapevole della realtà aziendale e del territorio in cui opera, divenendone così il miglior stratega. Deve ottimizzare le risorse, di qualsiasi settore, sfruttandone le potenzialità inespresse; non è un capo del personale ma potrebbe selezionare quelle già presenti ed organizzarle al meglio. Manca oggi un percorso giuridicamente riconosciuto che ne identifichi precisamente il ruolo, come detto, ma se per prassi si affidasse tale incarico a professionisti competenti in materia manageriale e sportiva, si potrebbe cominciare, anche in assenza di uno specifico e auspicabile corso, a tracciarne i contorni operativi per poi
definirli giuridicamente”.

Obiettivi futuri, come svilupperete i vostri progetti per il futuro?

“UNICALCIO nasce proprio per sviluppare progetti. Alcuni già realizzati, altri in lavorazione. Quando fondammo questa associazione, avevamo già chiarissimi gli obiettivi che volevamo raggiungere. L’esigenza di strutturare una piattaforma come UNICALCIO, infatti, si palesa ben prima del completamento del nostro ciclo di studi per il raggiungimento della Laurea in Scienze Motorie Curriculum Calcio, organizzata dall’Università San Raffaele di Roma e patrocinata dal CONI, dalla FIGC, AIC, AIAC, ecc . Per riallacciarci a quanto detto prima, ogni figura professionale deve avere il giusto percorso formativo. Nel calcio è un po’ tutto diviso a settori, a compartimenti stagni e quindi accade che se diventi ad esempio allenatore, difficilmente studi per essere preparatore, così come raramente abbracci materie di management, ecc., se non in modo superficiale. Grazie a questo percorso di studi abbiamo potuto trattare argomenti che sono oggetto di approfondimento di norma in determinati master o corsi specifici dedicandovi, rispetto a questi, molte più ore e arricchendo le nostre conoscenze a 360 gradi, grazie a professori ben inseriti nel mondo del professionismo. Non a caso, tra gli studenti di questa facoltà, vi sono anche giocatori (sia uomini che donne) di Serie A, Serie B, Lega Pro, atleti importanti e tanti appassionati che ambiscono a lavorare in aziende calcistiche di vertice. Quindi, le nostre forze si sono concentrate cercando di strutturare percorsi condivisibili tra UNICALCIO e i Club del mondo PRO, per fornire loro la nostra professionalità che deve essere ‘guidata’ sia per arricchire il bagaglio delle esperienze personali di ogni iscritto, sia per progettarne un possibile inserimento nel loro organico. Così, si sta creando un database di laureati in Calcio, con i loro curricula e le ambizioni di ogni socio, da offrire alle società che sono in cerca di personale altamente qualificato. Nel contempo, riteniamo che una formazione ulteriore e continua debba essere alla base della nostra professione e pertanto UNICALCIO si occupa di organizzare collaborazioni strutturate con società di altissimo profilo dove promuovere l’acquisizione di prassi teoricamente orientate. Siamo alla continua ricerca di accordi per realizzare stage, clinic, corsi, ecc., proprio per dare e ricevere diverse opportunità ai partner sportivi e ai soci della nostra organizzazione. Siamo neonati ma già abbiamo mosso i nostri primi passi verso mete importanti che daranno spessore ai prossimi protagonisti del sistema calcio italiano: i laureati in Calcio”.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 30 maggio 2020 alle 21:30 
Autore: Adelmo Maria Pagliuca / Twitter: @adelmopagliuca 

Bello aver allenato giocatori così….

POSTATO il [14/08/2017 10:48]

Laurea in Calcio UniSanRaffaele – FIGC

Roma – 6 novembre 2019

…una delle giornate più belle e importanti della mia vita. A 49 anni ho raggiunto un primo traguardo che in realtà vedo come l’approssimarsi ad un nastro di partenza. Laurearmi e farlo nelle materie che più mi appassionano, è sicuramente un grandissimo risultato ma lo è ancora di più perché quando ero ragazzo non ho avuto l’opportunità per poterlo fare, anche per motivi economici… e poi certamente perché non esisteva un percorso didattico specifico e fantastico come questo. 
Un uomo non formato nel campo in cui vuole operare, per quanto possa essere capace resta un professionista a metà. Voglio ringraziare pubblicamente i professori di questa facoltà che sono stati capaci di darmi tanto… e non solo dal punto di vista didattico. La loro passione è sempre stata palpabile, in ogni loro parola e gesto, in ogni lezione e verifica in sede d’esame e questo mi ha spronato in tutti quei momenti di difficoltà del mio percorso, quando ti chiedi se avrai la forza di arrivare sino in fondo. In particolare voglio indirizzare un pubblico e affettuoso riconoscimento a due colonne portanti i questa facoltà: il relatore della mia tesi Prof. Fabio Poli, che mi ha permesso di svolgere un lavoro incredibile e importantissimo e ha saputo essere il vero faro illuminante del mio percorso formativo ed il Prof. Stefano Ghisleni che mi ha trasmesso valori tecnici e umani che dovrebbero essere presenti in ogni ambito sportivo.
Inoltre ringrazio i professori: Katia Serra per la passione che mette nell’insegnare e promuovere il Calcio Femminile, Paolo Piani per avermi fatto comprendere il complesso mondo della Statistica, Marco Zunino che mi ha aperto un universo sullo Scouting, Antonio Gagliardi per la Match Analysis, Ferretto Ferretti per Teoria e Metodologia dell’allenamento, Giancarlo Camolese per Teoria, Tecnica e Didattica del Calcio, Ernesto Russo per aver reso comprensibili le normative del mondo del calcio, Roberta Danieli e Vincenzo Guzzanti per Traumatologia e Riabilitazione, i Professori Cei e Bernardi per Psicologia, Agata Grazia D’amico per Anatomia, Sara Baldelli Biochimica, Marino e Tranquilli per Doping, Michela Montorsi per Biologia, Beltrami, Salvatori e tutti quelli che hanno concorso al raggiungimento della mia laura come i mitici tutor Filippo Corti, Alessandro Tarricone, Francesca Campoli. 
Un ringraziamento anche alla grande Prof.ssa Lisa Bartoloni presente fin dalla prima sessione a Coverciano che ha saputo stemperare con la sua simpatia e professionalità qualche momento di preoccupazione pre-esame!!!! 

Ringrazio il Segretario Generale della AS Roma Avv. Pantaleo Longo e il Vice Direttore Sportivo Morgan De Sanctis della AS Roma per aver impreziosito la mia tesi con il loro importantissimo contributo: un onore, oltre che un piacere immenso conoscere due così grandi professionisti, massimi esponenti del nostro calcio. 

Ringrazio gli amici conosciuti in questo triennio fantastico per l’affetto e gli attestati di stima ricevuti. Colleghi di corso di studio con i quali è maturata un’affinità incredibile e un rapporto bellissimo di stima reciproca. Vi voglio bene!!!! Nella vita, condividere i sogni in modo sincero ci permette di raggiungere sempre grandi risultati. 

Infine, è proprio vero che dietro ogni traguardo raggiunto da un uomo c’è sempre una grande donna. A lei devo tutto… Mi ha sopportato e supportato… anche didatticamente. Grazie Lavinia, grazie amore mio! Grazie anche a mio figlio che mi ha aiutato in alcuni preziosi studi di ricerca della mia tesi, spulciando per me tutti gli organigrammi delle società di calcio professionistiche inglesi!!! Mitico Lorenzo!!!

Dedico questa Laurea a mio padre che spero possa essere orgoglioso di me da lassù… a mia mamma che mi ha insegnato a non mollare mai, ai miei fratelli che mi sono stati vicini con affetto, così come i miei suoceri e tutti gli amici che mi hanno dimostrato affetto in questi anni.

Con il mitico Simone Perrotta

Intervista Flavio Lo Vaglio Coverciano 9 luglio 2018 Rai Sport

9 luglio 2018 Coverciano… TANTA ROBA!!! Intervista per Rai Sport… Tra le varie domande: “Cosa vuol dire per un allenatopre sostenere esami universitari per la “Laurea in Calcio” a Coverciano”? In occasione dell’inaugurazione del bellissimo centro tecnico Federale di Coverciano appena ristrutturato, sono stato intervistato dalla Rai per sapere, da uno “studente” di Scienze Motorie con il nuovo e specifico indirizzo di Laurea in Calcio organizzato dalla UniSanRaffaele e la FIGC, quali fossero le mie sensazioni nel sostenere gli esami nel cuore dell’organizzazione del Calcio italiano. Ovviamente per me, che amo questo sport in tutti i suoi aspetti, è emozionante ed è motivo di orgoglio poter essere istruito dai migliori professionisti del settore… ed ovviamente essere “giudicato” dagli stessi direttamente nel “tempio” del football. Di seguito, qualche immagine che documenta il mio evidente entusiasmo… ancor più estasiato dopo aver incontrato Pirlo, Cannavaro ed altri Campioni che proprio il 9 luglio (nello stesso giorno del 2006 ci laureammo campioni del mondo) hanno voluto regalarmi uno scambio di opinioni, sugellandolo con un ricordo fotografico. Una giornata spaziale!!!

Flavio Lo Vaglio intervistato da Rai Sport a Coverciano

Flavio Lo Vaglio con Paolo Cannavaro
Flavio Lo Vaglio con Andrea Pirlo

Corso AIAC ROMAGNA con Mister LIPPI!!!!!!

POSTATO DA FLY [18/05/2016 16:54]   Vai al post 
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Corso AIAC ROMAGNA con Mister Colantuono!!!

POSTATO DA FLY [18/05/2016 16:53]   Vai al post 
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Corso AIAC ROMAGNA con Mister Nicola!!!!!

POSTATO DA FLY [18/05/2016 16:47]   Vai al post 
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Un grande Maestro. Vederlo lavorare con i ragazzi della Primavera della Fiorentina è stato per me un arricchimento professionale incredibile. Insieme al bravissimo Andrea Consumi e con il supporto dell’eccezionale preparatore atletico Alessandro Buccolini. Grandi…grandi…grandi!!!! Mi piace immaginare che ho potuto rubare, osservandolo e tempestandolo di domande, molto da quella che è la sua filosofia di lavoro….  OGGI E’ IL VINCITORE DELLA SERIE B con la spettacolare SPAL!!!! Sono certo che in Serie A saprà mostrare tutte le sue qualità nella massima serie italiana.

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